PrismaWind Site Structure Gratuito Il tuo sito pubblica quello che vuoi, all’indirizzo che decidi tu.
WordPress ti dà articoli e pagine. Site Structure ti fa creare anche progetti, eventi o quello che pubblichi tu, raggrupparli per categoria e decidere che indirizzo avranno. Da un pannello, senza codice.
Un file .zip da caricare in WordPress. Il Core, la base gratuita della suite, arriva insieme al plugin: se non c’è, Site Structure se lo installa da solo.
Cosa ottieni
Cosa cambia sul tuo sito.
Non le voci del pannello, ma quello che il sito fa dopo che le hai usate.
L’indirizzo di una ricetta, segmento per segmento
ilmiosito.itricettedolcitorta-di-mele
- Il dominioQuesto non lo decidi qui.
- La base del tipoIl segmento fisso. Lo scegli tu, o lo togli del tutto.
- Il terminePrestato da una tassonomia, con tutta la sua gerarchia.
- Lo slug della voceCambia con il contenuto, per questo è punteggiato.
Pubblichi quello che ti serve
Progetti, eventi, ricette, schede tecniche: li crei da un modulo e il pannello di WordPress arriva già scritto, dal pulsante Aggiungi nuovo al messaggio dopo il salvataggio. Sei preset ti danno il punto di partenza.
Gli indirizzi li decidi tu
Togli /category/, porti la categoria dentro il permalink, cambi la base di un tipo. Il percorso vecchio risponde con un 301 verso quello nuovo, quindi non perdi quello che era già indicizzato.
I 404 li scopri prima di Google
Dieci controlli girano a ogni caricamento della panoramica, e uno scan quotidiano elenca gli indirizzi che due contenuti si contendono, nominando cosa si apre lì e cosa resta nascosto.
- Risponde
- Restituisce un 404
- Rimanda a un indirizzo che scegli
Gli indirizzi
Quattro cose che WordPress non ti lascia cambiare.
Qui ognuna è un interruttore o un menu a tendina, e nessuna aggiunge una regola di riscrittura per ogni contenuto.
Lo slug del tipo, via dall’indirizzo
ilmiosito.it/progetti/villa-serena/
ilmiosito.it/villa-serena/
Le voci escono alla radice del sito, e il vecchio percorso risponde con un 301 verso quello nuovo.
Il termine dentro il permalink
ilmiosito.it/ricette/torta-di-mele/
ilmiosito.it/ricette/dolci/torte/torta-di-mele/
WordPress non ha il tag %category% per i tipi personalizzati. Qui la gerarchia del termine entra nell’indirizzo della singola voce.
La base della tassonomia
ilmiosito.it/category/news/
ilmiosito.it/news/
Togli il segmento, oppure mettici una parola tua. I termini figli restano annidati sotto il padre.
La base dell’autore
ilmiosito.it/author/marco/
ilmiosito.it/redazione/marco/
La parola davanti al nome la scegli tu. E la base diventa una pagina che elenca chi pubblica, invece del 404 di WordPress.
Nessuna di queste quattro è dietro un piano a pagamento: sono nel plugin che scarichi da qui.
Scarica il pluginLa panoramica
Cosa tiene il tuo dominio.
Le liste dicono dove pubblica una cosa. La mappa risponde al contrario, che è quello che uno intende davvero quando chiede com’è fatto il suo sito.
/Condivisa
- Pagine/chi-siamo/
- Progetti, tipo pubblicato alla radice/villa-serena/
/ricette
- Ricette, archivio del tipo/ricette/
- Portate, archivio dei termini/ricette/dolci/
/redazione
- Indice di chi pubblica/redazione/
- Archivio degli autori/redazione/marco/
?s=Parametro
- Ricerca, limitata ai soli titoli?s=torta
Dieci controlli, sulla stessa schermata
Si rifanno a ogni caricamento e non costano una richiesta. Ogni riga porta il link alla pagina dove si risolve.
- Ricette è salvato ma non gira. Di solito un altro plugin si è preso lo stesso slug.
- Due tipi pubblicano sotto la stessa base. WordPress instrada al primo registrato e lascia l’altro irraggiungibile.
- La ricerca rimanda al nulla. La destinazione è vuota e i risultati rispondono come prima.
- Una tassonomia non è attaccata a niente. I suoi termini non compaiono mai sul sito.
- Nessuno guarda gli indirizzi alla radice. Lì uno slug può nascondere una pagina, e lo scan giornaliero è spento.
Le collisioni sono elencate a parte, con le due parti nominate: cosa si apre a quell’indirizzo e cosa nasconde.
In pratica
Come si fa oggi, e come si fa qui.
| Quello che vuoi fare | Come si fa senza | Con Site Structure |
|---|---|---|
| Registrare un tipo di contenuto | register_post_type in functions.php | Un modulo a sei tab, con sei preset |
| Scrivere le etichette dell’interfaccia | Un array di ventisei chiavi, a mano | Singolare e plurale, il resto è compilato |
| Togliere /category/ dagli indirizzi | Un plugin dedicato ai permalink | Un menu a tendina nel tab URL |
| Annidare il termine nell’URL | WordPress non ha %category% per i tipi personalizzati | Un menu a tendina, più il termine principale nell’editor |
| Spegnere gli archivi delle date | Un filtro scritto a mano su template_redirect | Tre interruttori: anno, mese, giorno |
| Sapere se due tipi si contendono un indirizzo | Te ne accorgi quando qualcuno apre un 404 | Uno scan giornaliero, con le due parti nominate |
| Cambiare un tipo registrato da un altro plugin | Filtri PHP da mantenere a ogni aggiornamento | Lo apri e lo modifichi; resta salvata solo la differenza |
| Portare il modello su un altro sito | Copi il codice e rifai i collegamenti | Un file JSON, in fusione o in sostituzione |
Sei punti di partenza
Un preset compila il tipo e le sue tassonomie; da lì cambi quello che vuoi.
- Portfolio
- Team
- Eventi
- Testimonianze
- FAQ
- Catalogo
Il modello è un file
Esporti tutto, o un singolo tipo dalla riga della lista, e lo reimporti in fusione o in sostituzione.
- Nessun giro da Impostazioni, Permalink dopo un salvataggio.
- Il tasto Indietro del browser esce dall’editor.
- Alla disinstallazione decidi tu se portare via le definizioni.
Il prezzo
Perché questo plugin è gratis.
Qualunque limite su un tipo di contenuto significa smettere di registrarlo, e nel momento esatto in cui scatta vanno in 404 tutte le sue voci e tutti i suoi archivi. È il guasto peggiore che potremmo mettere in un piano tariffario, quindi non lo mettiamo.
Quello che si paga, invece
Nella suite si paga il fatto che i plugin si conoscono fra loro, che è la cosa che quindici plugin di quindici autori diversi non possono fare.
Multilingual
Sa cosa sono i tuoi tipi di contenuto e traduce le loro etichette senza che tu dichiari niente.
SEO
Legge da qui quali tipi contano come contenuto di un autore, e costruisce la sitemap di conseguenza.
Page Builder
Aggiunge il suo modo di modifica ai tipi che crei qui, e il design condiviso da tutto il resto.
Domande
Quello che ci chiedono più spesso.
È davvero gratis, o è una versione ridotta?
È il plugin intero. Non esiste una versione a pagamento di Site Structure e non c’è nessun tetto: quanti tipi di contenuto, quante tassonomie e quanti archivi ti servono. Non devi inserire nessuna chiave e non c’è niente da attivare online.
Come si installa?
Scarichi un file .zip e lo carichi da Plugin, Aggiungi nuovo, Carica plugin. Serve il Core di PrismaWind, che è la base della suite ed è gratuito: se non c’è già, Site Structure se lo installa da solo alla prima attivazione. A parte quello non dipende da nessun altro plugin della suite.
Che fine fanno i contenuti se disattivo il plugin?
Le voci restano nel database dove sono sempre state. Sparisce il tipo che le raggruppa, quindi WordPress smette di mostrarle finché non riattivi il plugin. Alla disinstallazione c’è un interruttore che decide se portare via anche le definizioni o lasciarle lì.
Funziona con i tipi di contenuto creati da un altro plugin?
Sì. Li apri e cambi etichette, funzioni dell’editor, tassonomie collegate, icona, base dell’URL e comportamento dell’archivio. Cancellarli no, perché non sono tuoi. Di quello che modifichi resta salvata soltanto la differenza rispetto a come li ha registrati il loro plugin: rimetti un valore com’era e la riga sparisce dal database.
Cosa succede agli indirizzi già indicizzati se cambio la base?
Sui tipi di contenuto il vecchio percorso continua a essere instradato e risponde con un 301 verso quello nuovo, così per ogni voce resta un solo indirizzo indicizzabile. Vale sia quando togli lo slug sia quando incorpori il termine, anche se una voce cambia categoria dopo la pubblicazione. Non devi passare da Impostazioni, Permalink: le regole di riscrittura si rifanno da sole.
Uno slug alla radice può nascondere una pagina?
Sì: un tipo pubblicato alla radice divide lo spazio con le pagine, e se ne scontra uno il tipo vince. Per questo c’è uno scan che gira una volta al giorno, elenca le collisioni con le due parti nominate — cosa si apre a quell’indirizzo e cosa nasconde — e lo puoi rilanciare a mano.
I termini si gestiscono da qui?
No, e apposta. Qui definisci la tassonomia; i termini li scrivi nell’editor di WordPress, che fa già bene quel lavoro. Ogni tassonomia della lista porta il link che lo apre.
Un redattore che scrive solo nei miei tipi risulta a zero articoli?
Non più. WordPress attribuisce a un utente soltanto gli articoli standard, quindi la colonna Articoli, il filtro che nasconde gli autori senza contenuti e la sitemap degli autori lo davano a zero e mandavano il suo archivio in 404. Site Structure conta ogni tipo pubblico che supporta l’autore e pubblica l’elenco con un filtro che anche il plugin SEO legge.
Va d’accordo con un sito multilingua?
Con PrismaWind Multilingual le etichette generate diventano stringhe traducibili e compaiono nella pagina delle traduzioni, senza nessuna interfaccia in più da questa parte. Gli slug di riscrittura per ora restano uguali in tutte le lingue: toccano le regole di URL e meritano un lavoro a parte. Senza Multilingual installato il plugin funziona lo stesso.
Quali sono i requisiti?
WordPress 6.7 o superiore e PHP 7.4 o superiore.
Inizia
Scaricalo e guardaci dentro.
Attivi il plugin e nella prima schermata vedi ogni segmento che il tuo sito occupa e chi risponde lì. Se non ti convince lo disattivi, e i contenuti restano dove sono.
Nessuna chiave da inserire, nessuna carta di credito. Se preferisci partire dalla base della suite, scarica prima il Core.
